LA POESIA DEL BIANCO

VENEZIA – CONCERTO DI CAPODANNO 2026

LA POESIA DEL BIANCO

VENEZIA – CONCERTO DI CAPODANNO 2026

Laura Biagiotti torna alla Fenice

Biagiotti torna alla Fenice con un nuovo tributo: i costumi del Concerto di Capodanno, indossati dalle étoiles Eleonora Abbagnato e Friedemann Vogel, e dai ballerini del Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma. Il Concerto di Capodanno, andato in onda il 1° gennaio su Rai 1, è un appuntamento annuale che vede alternarsi riprese in diretta dell’esibizione dell’Orchestra e del Coro del Teatro La Fenice a numeri di ballo registrati in punti significativi della città. Un incontro in cui la danza si veste di poesia e il bianco diventa movimento, emozione, rinascita. E Venezia il palcoscenico ideale per questo racconto.

Laura Biagiotti torna alla Fenice

Biagiotti torna alla Fenice con un nuovo tributo: i costumi del Concerto di Capodanno, indossati dalle étoiles Eleonora Abbagnato e Friedemann Vogel, e dai ballerini del Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma. Il Concerto di Capodanno, andato in onda il 1° gennaio su Rai 1, è un appuntamento annuale che vede alternarsi riprese in diretta dell’esibizione dell’Orchestra e del Coro del Teatro La Fenice a numeri di ballo registrati in punti significativi della città. Un incontro in cui la danza si veste di poesia e il bianco diventa movimento, emozione, rinascita. E Venezia il palcoscenico ideale per questo racconto.

Un’opera artistica totale

Il legame tra Biagiotti e la cultura, l’arte e la danza si rinnova e diventa “un’opera artistica totale” immaginata da Lavinia Biagiotti Cigna e il coreografo Diego Tortelli che fonde musica, danza e moda, in un’unica sublime armonia. La visione di Biagiotti si intreccia ancora una volta con la magia di Venezia, offrendo una visione di bellezza senza tempo e senza confini. L’amore di Laura e Lavinia Biagiotti per Venezia viene da lontano: tante collezioni e un profumo di grande successo sono stati ispirati dalle meraviglie della Serenissima. Ma è un atto di mecenatismo avvenuto proprio trent’anni fa che ha reso indissolubile il legame tra Biagiotti e Venezia: era il 1996, quando, dopo il drammatico incendio che distrusse il Teatro La Fenice, Laura Biagiotti donò il Grande Sipario.

Un’opera artistica totale

Il legame tra Biagiotti e la cultura, l’arte e la danza si rinnova e diventa “un’opera artistica totale” immaginata da Lavinia Biagiotti Cigna e il coreografo Diego Tortelli che fonde musica, danza e moda, in un’unica sublime armonia. La visione di Biagiotti si intreccia ancora una volta con la magia di Venezia, offrendo una visione di bellezza senza tempo e senza confini. L’amore di Laura e Lavinia Biagiotti per Venezia viene da lontano: tante collezioni e un profumo di grande successo sono stati ispirati dalle meraviglie della Serenissima. Ma è un atto di mecenatismo avvenuto proprio trent’anni fa che ha reso indissolubile il legame tra Biagiotti e Venezia: era il 1996, quando, dopo il drammatico incendio che distrusse il Teatro La Fenice, Laura Biagiotti donò il Grande Sipario.

Dove moda e arte diventano movimento

Il progetto suggella il binomio “moda e arte” e rappresenta un viaggio nell’identità della Maison, che per questo speciale appuntamento mette al centro i suoi codici più puri: il bianco e il cashmere, elementi iconici del lessico Biagiotti. Il bianco diventa luce, rinascita, spiritualità veneziana; il cashmere si avvolge al corpo come un gesto d’amore, una carezza gentile che restituisce alla danza la sua libertà più autentica. Ogni costume è stato pensato non come un semplice abito di scena, ma come un’estensione del movimento. Le silhouette si aprono, si chiudono, si annodano, si sciolgono. I nodi – leitmotiv dei costumi – avvolgono il corpo dei danzatori in una continuità morbida, senza costrizioni, dove il capo non impone ma accompagna.

Dove moda e arte diventano movimento

Il progetto suggella il binomio “moda e arte” e rappresenta un viaggio nell’identità della Maison, che per questo speciale appuntamento mette al centro i suoi codici più puri: il bianco e il cashmere, elementi iconici del lessico Biagiotti. Il bianco diventa luce, rinascita, spiritualità veneziana; il cashmere si avvolge al corpo come un gesto d’amore, una carezza gentile che restituisce alla danza la sua libertà più autentica. Ogni costume è stato pensato non come un semplice abito di scena, ma come un’estensione del movimento. Le silhouette si aprono, si chiudono, si annodano, si sciolgono. I nodi – leitmotiv dei costumi – avvolgono il corpo dei danzatori in una continuità morbida, senza costrizioni, dove il capo non impone ma accompagna.

Eleonora Abbagnato:
tre visioni in bianco

Per Eleonora Abbagnato, Biagiotti ha immaginato tre momenti poetici. Un abito bianco in garza, così leggero da sembrare aria, capace di creare nuvole di tessuto a ogni passo di danza. Un abito pavé di Swarovski su seta platino, indossato sotto una cappa in cashmere con cappuccio, che illumina la scena come una galassia di micro-riflessi. Infine, un tailleur bianco in double pensato per l’apertura televisiva, dove rigore e delicatezza coesistono in perfetto equilibrio.

Eleganza scultorea per
Friedemann Vogel

Il linguaggio dedicato a Friedemann Vogel è più scultoreo, quasi architettonico. Per lui è stato realizzato un completo con pantalone in double di cashmere bianco e pull in cashmere bianco con un nodo di maglia scolpito e tridimensionale. Un equilibrio tra forza, eleganza ed espressività.

Il Corpo di Ballo: una coreografia di nodi e luce

Per le ballerine del Corpo di Ballo, Biagiotti immagina una danza di intrecci e nodi: body in cashmere e seta bianchi che avvolgono i corpi e ne esaltano i movimenti, tempestati di cristalli Swarovski e indossati con scaldamuscoli in cashmere lavorato a trecce. E poi ancora delle tute in cashmere con gli abiti vestali: corpetti scultorei su abiti in voile di seta bianco, leggero e impalpabile, ricamato a mano. I ballerini indossano tute corte in cashmere e seta bianche modellate sul corpo: sono percorse da un nodo centrale che disegna il busto, mentre piccoli inserti di cristallo si accendono su torace e braccia come punti cardinali di un corpo in movimento.

“Questa collezione, una vera dance-couture pensata per la scena, racconta una Venezia filtrata attraverso l’immaginario Biagiotti: bianca, luminosa, sospesa tra acqua e cielo. Mia madre Laura ed io abbiamo sempre amato e sostenuto Venezia, un luogo del cuore a cui ci legano tanti progetti tra cui la donazione del Grande Sipario del Teatro La Fenice, restituendo quel gesto di bellezza e quel senso di rinascita che si avverte ogni volta che si alza il sipario.”

Lavinia Biagiotti Cigna.

“Questa collezione, una vera dance-couture pensata per la scena, racconta una Venezia filtrata attraverso l’immaginario Biagiotti: bianca, luminosa, sospesa tra acqua e cielo. Mia madre Laura ed io abbiamo sempre amato e sostenuto Venezia, un luogo del cuore a cui ci legano tanti progetti tra cui la donazione del Grande Sipario del Teatro La Fenice, restituendo quel gesto di bellezza e quel senso di rinascita che si avverte ogni volta che si alza il sipario.”

Lavinia Biagiotti Cigna.